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Il museo virtuale​

Il Museo Virtuale nato in seno alla decennale Missione italiana dell’Università della Tuscia in Cappadocia è stato ideato e realizzato nell’ambito del Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN, 2012-2015) ‘Arte e habitat rupestre in Cappadocia (Turchia) e nell’Italia centromeridionale. Roccia, architettura scavata, pittura: fra conoscenza, conservazione, valorizzazione’ dall’Università degli studi della Tuscia e dal CNR, con le Università: Sapienza di Roma, Roma Tre, Firenze, Calabria-Cosenza, Modena-Reggio Emilia. Questa applicazione web, in cui confluiscono i risultati delle ricerche sul campo effettuate a partire dal 2006, è divisa in due parti: il ‘Tour’ e la Banca Dati ‘Cappadocia – Arte e Habitat rupestre’. In forme diverse questi due prodotti restituiscono la complessità del progetto della Missione. Progetto il cui obiettivo è rivolto alla conoscenza, alla valorizzazione, alla conservazione del patrimonio rupestre in Cappadocia, la cui tensione metodologica si fonda sull’approccio interdisciplinare e sulle forme integrate in cui dirigere la pluralità dei temi.

Accedendo alla prima sezione, ‘Tour’, il viaggiatore virtuale della Cappadocia rupestre potrà visitare l’Open Air Museum di Göreme in un percorso integrato tra rocce e pitture, ‘sostando’ in spazi mirabilmente scavati e smarrendosi tra valli, coni e paesaggi lunari. Nel Tour, più di quaranta video mirano a illustrare alcuni temi, quali il paesaggio e la sua morfologia, la storia, l’habitat rupestre con i suoi insediamenti, le decorazioni pittoriche tra palinsesti e committenze, dando voce ai protagonisti della Missione in Cappadocia.

La seconda sezione, la Banca Dati ‘Cappadocia – Arte e Habitat rupestre’, è in grado di raccogliere e di archiviare dati e materiali di diversa natura (documenti, informazioni, immagini, grafici, piante e mappature etc.) presentandoli a richiesta on-line. Questa Banca dati mira alla conoscenza integrata dei dipinti murali riconsiderati all’interno del loro contesto rupestre e riletti sulla base di studi di carattere storico-artistico e di natura tecnico-scientifica. Essa contiene i dati emersi dagli studi e delle indagini sistematiche condotte in Cappadocia su chiese rupestri, insediamenti monastici, agricoli e residenziali. Attualmente accoglie 109 Schede, 3788 immagini e più di 8000 dati, fruibili al pubblico attraverso quattro motori di ricerca dedicati all’architettura scavata, agli arredi di uso liturgico e non, agli apparati pittorici con particolare attenzione ai soggetti iconografici e ai motivi decorativi ed, inoltre, ai risultati delle indagini scientifiche volte alla comprensione dei materiali e alle tecniche artistiche con cui i dipinti cappadoci vennero realizzati.

www.museovirtualecappadocia.it

Il tour

Il Tour, la cui ideazione e progettazione multimediale si deve a Francesco Antinucci assieme a Eva Pietroni del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano (CNR) sotto la direzione e il coordinamento scientifico di Maria Andaloro, sviluppa un sistema visuale di navigazione, basato su illustrazioni vettoriali a tema, appositamente realizzate, che danno accesso a più di quaranta clip video. 

Nella pagina Home, la cui grafica è liberamente ispirata alle illustrazioni edite nel 1714 dell’esploratore francese Paul Lucas che visitò la Cappadocia nel 1705 e nel 1714, il visitatore virtuale, dopo essere stato condotto in terra cappadoce attraverso un’animazione introduttiva, potrà iniziare il suo personale tour scegliendo una tra le cinque sezioni disponibili, ovvero tra il Paesaggio, l’Habitat rupestre, la Storia, la Pittura, il Progetto. 

Ogni sezione darà accesso ad una serie di video, della durata massima di 7 minuti, raggruppati per tematiche diverse.  

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Confluiscono nella prima sezione dedicata al paesaggio 9 video ordinati in 3 sottogruppi. Dapprima il paesaggio della terra come creazione, evoluzione geologica collegata ai fenomeni di vulcanismo uniti a fenomeni di erosione, e il paesaggio come colore, fatto di infinite tonalità come il rosa striato di giallo dovuto al tufo vulcanico unito allo zolfo. Il punto di vista è quello di un geologo, Gino Crisci. Poi il paesaggio dell’uomo in cui il visitatore è accompagnato da Maria Andaloro, storica dell’arte e direttore della Missione italiana, lì dove le valli di Kızılçukur e Güllü Dere si dispiegano e, ad attenderlo, ci sono guglie e coni, valli e sentieri stretti tra rocce increspate, piccoli appezzamenti di vigne e orti. Il paesaggio è visto con gli occhi dei padri della Chiesa cappadoci del IV secolo, dei primi esploratori tra XVIII e XIX secolo e, infine, ecco il paesaggio del XX secolo attraverso alcune celebri testimonianze. Infine il paesaggio della rovina dove fenomeni di erosione e crolli denunciano un paesaggio in continuo movimento e in pericolo.

La seconda sezione, con 17 video, è rivolta all’habitat rupestre. Le diverse tipologie insediative, quali il Palazzo, la Chiesa e il Monastero, vengono affrontate dal gruppo di studio dell’Università della Tuscia attraverso alcuni casi esemplari tra cui il complesso monumentale detto Beş Parmak in prossimità del piccolo villaggio di Şahinefendi. Giuseppe Romagnoli, archeologo, illustra sul posto questo insediamento del tipo a corte collocabile cronologicamente tra X e XI secolo. Attorno ad uno spazio quadrangolare sono disposti una serie di ambienti scavati, alcuni con funzione cerimoniale ed altri con funzione abitativa e di servizio. A questo insediamento possono essere ricondotti una serie di coni poco lontani tra cui quello che ospita la chiesa dei Quaranta Martiri e alcuni altri probabilmente associabili ad un insediamento agricolo: impianti produttivi destinati alla produzione del vino, caratterizzati da vasche per la pigiatura dell’uva, per la raccolta del succo e all’immagazzinamento. Non mancano stalle munite di mangiatoie per bovini ed equini.

La chiesa di Tokalı Vecchia, le cui pitture sono ascrivibili tra il 913 e il 920, è presentata dalla storica dell’arte Chiara Bordino come esempio significativo del gruppo di chiese definite arcaiche. In Cappadocia all’iconoclastia cede il passo il secolo cosiddetto d’oro. Le pitture del periodo, caratterizzate da ampi cicli cristologici e da moltitudini di santi, si distinguono per la loro freschezza e vivacità. Di diverso segno è la chiesa di Tokalı Nuova, il monumento più insigne della Cappadocia rupestre. Maria Andaloro accompagna il viaggiatore all’interno di uno spazio unico e mirabilmente scavato. Tutto è rivestito ‘come una pelle’ da pitture di qualità straordinaria dipinte su fondo blu oltremare, il più bello e prezioso degli azzurri. La fondazione della chiesa Nuova, come pure le sue pitture, sono databili alla metà del X secolo e possono essere ricondotte, con molta probabilità, alla nobile famiglia dei Foca a cui appartiene Niceforo, imperatore tra il 963-969, famiglia che troviamo rappresentata in un’altra importante chiesa rupestre, a pochi chilometri di distanza. Il riferimento è alla Grande Piccionaia a Çavuşin perfettamente datata agli anni dell’imperatore Niceforo.

Chiude la seconda sezione un video dedicato ad alcuni dei tanti monasteri disseminati tra la valle delle Spade e la valle di Göreme. Come noto, l’elemento caratterizzante dell’insediamento monastico è la presenza della mensa. Lo storico dell’arte Michele Benucci accompagna il visitatore nel complesso monastico di Göreme XXIX, ne illustra alcuni ambienti e si sofferma in un’ampia sala riconoscibile come refettorio proprio dalla presenza di una grande mensa scavata nel banco di tufo lunga tredici metri e che quindi poteva ospitare una comunità numerosa di almeno 25 monaci.

Accedendo alla terza sezione del Tour, quattro clip video consentiranno l’approfondimento di alcuni temi tra cui, in particolare, quelli legati alle figure dei padri della chiesa cappadoce, Basilio, Gregorio di Nissa e Gregorio Nazianzeno (seconda metà del IV secolo d.C.), il cui ruolo è fondamentale nella formazione e promozione dell’arte cristiana. In seguito, l’avvento dell’Islam nel VII secolo e la controffensiva vengono messe a fuoco dalla storica dell’arte Raffaella Menna.

La quarta sezione del Tour è dedicata, con cinque clip video, alla Pittura. Quella delle origini, tra VI e VIII secolo, è illustrata tramite l’esempio della cappella di Üzümlü nella valle di Kızılçukur testimonianza della vita ascetica di Niceta e caratterizzata dalla copresenza di un codice figurativo iconograficamente denso e dall’altro, spiccatamente decorativo. Il tema della Teofania con la Visione di Cristo in gloria tra potenze angeliche, soggetto, come noto, privilegiato in Cappadocia per la decorazione delle absidi, è qui analizzato da Chiara Bordino attraverso il caso esemplare della Haçli kilise, la Chiesa della Croce nella valle di Kızılçukur.

Questa sezione si chiude con due affondi sul colore. Il colore come aspetto, protagonista indiscusso, fondamento della pittura parietale in Cappadocia a cura di Maria Andaloro e, il colore come pigmento. Indagato nella sua componente materica nel tentativo di individuare la tavolozza utilizzata dai pittori tra VI e XIII secolo e di evidenziare elementi di continuità e di cambiamento, esso trova voce nella testimonianza della storica dell’arte Paola Pogliani.

L’ultima sezione del Tour è dedicata ai due progetti della Missione italiana in Cappadocia. Essi sono: ‘ La chiesa dei Quaranta Martiri a Şahinefendi, un piano pilota per il restauro delle pitture rupestri’, e il ‘Progetto Tokalı. Studi, restauro e conservazione nella chiesa di Tokalı Nuova a Göreme.

Il database

La Banca Dati ‘Cappadocia  Arte e Habitat rupestre’

La Banca Dati ‘Cappadocia – Arte e Habitat rupestre’, è in grado di raccogliere e di archiviare dati e materiali di diversa natura (documenti, informazioni, immagini, grafici, piante e mappature, etc.) presentandoli a richiesta on-line. Questa Banca dati mira alla conoscenza integrata dei dipinti murali riconsiderati all’interno del loro contesto rupestre e riletti sulla base di studi di carattere storico-artistico e di natura tecnico-scientifica. Essa contiene i dati emersi dagli studi e delle indagini sistematiche condotte in Cappadocia su chiese rupestri, insediamenti monastici, agricoli e residenziali. Attualmente accoglie 109 Schede, 3788 immagini e più di 8000 dati, fruibili al pubblico attraverso quattro motori di ricerca dedicati all’architettura scavata, agli arredi di uso liturgico e non, agli apparati pittorici con particolare attenzione ai soggetti iconografici e ai motivi decorativi e, inoltre, ai risultati delle indagini scientifiche volte alla comprensione dei materiali e alle tecniche artistiche con cui i dipinti cappadoci vennero realizzati. Infine, sarà possibile scaricare immagini e dati, accedere ad ulteriori informazioni, come anche ai documenti allegati, richiedendo l’accesso all’area privata della banca dati.

bancadati@museovirtualecappadocia.it

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La Banca Dati ‘Cappadocia - Arte e Habitat rupestre’ [Museo Virtuale della Cappadocia 2016f] è un insieme organizzato di dati strutturati e collegati secondo un modello logico relazionale. La Banca Dati è articolata per schede; ogni scheda corrisponde ad un unico sito/ambiente/chiesa o altro. Il nome della scheda coincide con la denominazione attuale del sito/ambiente/chiesa o altro preso in esame (es.: ‘Göreme 11 - Sant’Eustachio’, oppure ‘Göreme XVII -Refettorio’ etc.). La struttura della scheda è articolata in cinque sezioni:
1) dati principali; 2) tipologia architettonica; 3) arredi scavati; 4) apparati pittorici; 5) campo note.

  1. Dati principali. Questa prima sezione raccoglie i dati ‘anagrafici’ del sito sito/ambiente/chiesa o altro: la Localizzazione (Regione, Provincia, Località), le Coordinate GPS, il Contesto rupestre (es.: Insediamento a parete, Insediamento a coni, etc.), la Funzione principale (es.: Chiesa, Cappella funeraria, Cucina, Refettorio, Sala, Stalla, etc.), il suo Riuso (es.: Piccionaia, Stalla, Cava per l’estrazione della pietra, etc.) e i suoi Annessi di cui non si ritiene opportuno creare una scheda specifica (es.: Cisterna, Parecclèsion, Stalla, etc.)
  2. Tipologia Architettonica. In questa sezione vengono indicate le caratteristiche dell’Architettura scavata, la sua Pianta (es.: Due navate absidate, Pianta centrale, Navata unica absidata, Quadrangolare, etc.), la Cronologia e un campo dedicato alla Tecnica di escavazione (es.: Grossolano con piccone da cava, Levigato con abrasivi, Rifinito con scalpello o ferrotondo, etc.).
  3. Arredi scavati. Questa sezione contiene tutti i dati relativi alle Tipologie di arredo (es.: Altare, Mensa, Parapetti, Nicchie, etc.) e al loro Apparato decorativo (es.: Scolpito e/o Dipinto)
  4. Apparati Pittorici. E’ la sezione dedicata alle pitture. Considerando la presenza spesso di più fasi pittoriche che rinveniamo talvolta distribuite diversamente sulle pareti, talvolta sovrapposte in palinsesto, è stato necessario prevedere un ordinamento che rispetti tali peculiarità. Da qui la struttura per Fasi pittoriche distinte e l’opportunità di specificare Cronologia e Tecnica di esecuzione per ognuna di esse. Per i casi in cui le diverse Fasi pittoriche si sovrappongono tra loro in palinsesto, è possibile segnalarlo.
    Dopo aver presentato in sintesi gli Apparati pittorici, nel Dettaglio Fasi se ne specificano le Collocazioni all’interno dell’ambiente rupestre e le iconografie. I Soggetti iconografici, individuati quindi nella loro collocazione specifica, sono ordinati per Assetti compositivi, iconografici e decorativi (es.: Disegni in rosso sulla superfice scavata, Raffigurazioni aniconiche, Ciclo Mariano, Teofanie, Ciclo cristologico, Motivi decorativi etc.). Strettamente collegata alle Fasi pittoriche e alle Tecniche di esecuzione ma disponibile solo in un’interfaccia dedicato è l’area della Banca Dati contenente i risultati delle indagini scientifiche eseguite sulle pitture: stratigrafie per la caratterizzazione degli intonaci e degli aggregati, indagini volte all’identificazione dei pigmenti, dei leganti, dal dosaggio dei Sali solubili fino alle Misurazioni colorimetriche e multispettrali.

 

Segue una galleria di foto. La scheda si conclude con dei campi nota: Breve descrizione, Bibliografia, Compilatori, Immagini e documenti allegati in cui è mostrata la lista con Titoli e Autori di tutti i materiali di vario formato archiviati e associati alla scheda.

Le schede e tutti i dati in esse contenuti sono fruibili on-line a tutta la rete, ad eccezione di Immagini e documenti allegati che sono disponibili solo, come vedremo, a richiesta. Attraverso diverse tipologie di ricerca sarà possibile interrogare la Banca Dati, selezionare immagini e creare gallerie a tema. La sezione privata dell’applicazione è accessibile solo a coloro che sono autorizzati ed è l’area in cui si effettua il data-entry, vengono caricate le immagini, gestite le anagrafiche della Banca Dati e l’archivio.

La sezione pubblica della ‘Banca Dati Cappadocia - Arte e Habitat rupestre’ è fruibile attraverso quattro tipologie di ricerche:1) Ricerca base per scheda, 2) Ricerca avanzata, 3) Apparati pittorici e arredi, 4) Indagini scientifiche e materiali.

  1. Ricerca base per scheda. In questa sezione vengono elencate tutte le schede inserite nel sistema e relative ad ogni singolo sito/ambiente/chiesa o altro analizzato ed archiviato. Scrollando la lista, l’utente potrà selezionare una singola scheda e visualizzare così tutte le informazioni e le immagini rese pubbliche; oppure accedere direttamente ad una scheda, richiamandone il nome o parte di questo e, infine, potrà interrogare e filtrare la lista per Località (es.: Göreme, Çavuşin, Güllü Dere, Kızılçukur, etc.) e/o Funzione (es.: Chiesa, Refettorio, Cappella, Vineria, Stalla, etc.).
  2. Ricerca avanzata. L’utente può interrogare la Banca Dati, scegliendo o concatenando diversi filtri. I filtri messi a disposizione riguardano la Località, la Funzione, il Riuso (es.: cava, piccionaia, etc.), gli Annessi (es.: camera sepolcrale, cappella, etc.) e la Tipologia architettonica (es.: navata unica, a pianta centrale, etc). Un esempio di ricerca. Scelgo, scorrendo il menù a tendina, la località Göreme. La Banca Dati attualmente mi darà settanta risultati. A questo punto, tra le diverse opzioni, decido di filtrare per Funzione e, fra le diverse funzioni, Refettorio. La risposta della Banca dati alla mia interrogazione consterà di quattro risultati presentati sotto forma di lista. Questi quattro risultati coincideranno con le quattro schede che rispondono ai requisiti della mia ricerca.
  3. Apparati pittorici e arredi. Questo motore permette all’utente di concentrare le sue ricerche ed interrogare la Banca Dati sui temi relativi gli Arredi scavati e gli Apparati pittorici con la possibilità sempre di utilizzare i filtri, precedentemente nominati, relativi alla Localizzazione (Regione, Provincia, Località). Per gli arredi scavati, considerando la peculiarità degli stessi e il rapporto con la funzione dell’ambiente, si distinguerà tra quelli di uso liturgico (es.: Altare, Ambone, Cattedra, Parapetti, Nicchia di prothesis, etc.) e non (es.: Acquaio, Attaccaglie, Botola, Cappa di camino, Mangiatoia, etc.).
    Per gli apparati pittorici, la ricerca è organizzata per Assetti compositivi, iconografici e decorativi (es.: Ciclo cristologico, Raffigurazioni aniconiche, Decorazione in rosso con motivi geometrici e croci, Motivi Decorativi, etc.), la Cronologia, le diverse Collocazioni (es.: Abside, Naos, Nartece, etc.) e Soggetti (es.: Natività, Annunciazione etc. nel caso del Ciclo cristologico). All’interno della ricerca per Apparati pittorici, un caso specifico è rappresentato dai Motivi decorativi. Accedendovi, l’utente non avrà a che fare con un menù a tendina bensì con una serie di immagini desunte da pattern graficizzati del repertorio decorativo cappadoce.
    A questo punto è opportuno sottolineare come i risultati della ricerca per Apparati pittorici non sia una lista di schede ma una galleria di foto. Si ha la possibilità di richiamare tutti i Cicli cristologici, ricercare la presenza in questi, ad esempio, di una scena come il Battesimo di Cristo, restringerla nell’area di Göreme e filtrarla, ulteriormente, per cronologia specifica. Inoltre, selezionando una foto tra quelle uscite dal risultato della ricerca, l’utente ha la possibilità di risalire alla scheda completa alla quale è collegata la foto selezionata tramite il pulsante di info. Diversamente, il risultato della ricerca per Motivi decorativi sarà una lista di luoghi in cui quel motivo decorativo compare.
  4. Indagini scientifiche e materiali. La ricerca può essere eseguita cercando una scheda-prelievo singola, oppure attraverso i filtri di Localizzazione, Cronologia dei dipinti, Tecnica di esecuzione (es. su scialbo, su intonaco etc), Tecnica di indagine analitica (es. spettroscopia FT-IR, Raman etc.), Leganti (calce, gesso, leganti argillosi etc.), Aggregati (sabbia, gesso etc.) ed Pigmenti (ematite, azzurrite, ocra gialla etc.). Ad esempio, si potrà cercare nella località di Göreme dove è stato impiegato il prezioso blu di Lapislazzuli.

Documentazione​

Le ricerche e i restauri sono autorizzati dalla Direzione Generale dei Monumenti del Ministero del Turismo e della Cultura della Repubblica di Turchia e hanno il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale d’Italia.

Al survey prende parte un team interdisciplinare di storici dell’arte, archeologi, restauratori, fotografi, chimici dell’Università degli Studi della Tuscia. Hanno collaborato alla missione: i geologi dell’Università della Calabria; gli architetti di Sapienza Università di Roma e dell’Università degli Studi di Firenze; gli esperti di realtà virtuale e nuove tecnologie del CNR; i chimici dell’Università di Parma.

Il restauro delle pitture della chiesa dei Quaranta Martiri a Şahinefendi e dei dipinti nella chiesa Nuova di Tokalı si svolge in collaborazione con il Museo Archeologico di Nevşehir e con il Laboratorio Regionale di Conservazione e Restauro di Nevşehir.

Alle linee progettuali nella chiesa di Tokalı partecipano anche i colleghi geologi dell’Università Nevşehir Hacı Bektaş Veli e per le indagini diagnostiche i chimici del centro di ricerca TENMAK (Türkiye Enerji, Nükleer ve Maden Araştırma Kurumu).

Ulteriori collaborazioni locali hanno portato ad ottenere il sostegno della Prefettura di Nevşehir, dei comuni di Göreme e Uçhisar e di compagnie private che ogni anno sostengono le attività con contributi di tipo logistico e organizzativo (ponteggio, operai e materiali).

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